DISCLAIMER: Quando si parla di triptorelina e bloccanti della pubertà, orientarsi nell’abbondanza di informazioni disponibili non è semplice. Spesso le informazioni scientifiche vengono selezionate ed estrapolate dal contesto di riferimento, a sostegno di tesi che tendono a sostenere posizioni più ideologiche che utili ad aiutare a comprendere meglio la complessità dei temi di cui si parla. L’obiettivo di questo testo non è quello di pubblicizzare un servizio (che nello specifico non è disponibile presso il nostro centro), ma fornire informazioni che provengono da studi scientifici e dalle comunità di professionistə che si occupano di questo tema, sperando di aiutare le giovani persone che provano incongruenza di genere e le loro famiglie a fare chiarezza e gestire i propri dubbi e paure con più consapevolezza.

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  • Non ci saranno frasi sensazionali o volte a esaltare le emozioni a discapito dei contenuti: riteniamo che riuscire ad avere informazioni il più possibile chiare ed esaustive sia un passo fondamentale per orientarsi, conoscersi e comprendere meglio i propri bisogni e le azioni possibili da intraprendere. Le emozioni possono già essere intense, crediamo sia importante permettersi di esplorarle con strumenti efficaci piuttosto che confonderle con dubbi, paure, ma anche entusiasmo, che appartengono ad altre persone, spesso esterne a ciò che si sta vivendo;
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Triptorelina e farmaci bloccanti della pubertà: di cosa si tratta?

La Triptorelina è un farmaco GnRH agonista, la cui azione sospende i cambiamenti fisici che avvengono durante la pubertà, che possono essere fonte di significativo distress e disagio psicologico per le giovani persone che esperiscono un’incongruenza tra il loro genere e quello che è stato assegnato loro alla nascita.

I farmaci analoghi del GnRH sono utilizzati come opzione terapeutica in giovani persone con incongruenza/disforia di genere con l’obiettivo di bloccare alcune delle modificazioni fisiche che si verificano durante l’età puberale, quali ad esempio:

  • l’abbassamento del tono della voce, 
  • la crescita/aumento di peli sul volto e sul corpo, 
  • l’aumento delle dimensioni dei genitali, 
  • lo sviluppo mammario, 
  • la comparsa del ciclo mestruale o delle prime erezioni, 
  • alcune modificazioni relative al corpo e alla conformazione ossea. 

Cosa si intende, quindi, con sospensione della pubertà?

Con sospensione della pubertà ci si riferisce al fatto che questi aspetti di sviluppo vengono “messi in pausa”, ovvero non si verifichino durante il periodo di assunzione del farmaco. 

Cosa succede quando si interrompe l’assunzione dei bloccanti?

Con l’interruzione dell’assunzione del farmaco vengono sospesi anche gli effetti dello stesso ed è possibile osservare nelle persone che cessano il trattamento i cambiamenti fisici tipici della pubertà. Per tale ragione, gli effetti del farmaco sono considerati completamente reversibili.

Quali sono i vantaggi del suo utilizzo?

Il trattamento con triptorelina e farmaci bloccanti della pubertà permette alle persone che desiderano portare avanti percorsi medici di affermazione di genere in età successive, di non doversi sottoporre a interventi e procedure (talvolta invasive) in fasi future del loro percorso. Esempi delle procedure che possono essere evitate sono: interventi di femminilizzazione del volto, logopedia/chirurgia alle corde vocali, epilazione definitiva, interventi di chirurgia toracica per la costruzione di un torace maschile.

Il loro utilizzo, inoltre, offre una pausa reversibile dello sviluppo puberale, consentendo di avere una finestra temporale maggiore per affrontare con maggiore consapevolezza i propri vissuti legati all’identità di genere, anche con un supporto psicologico.

Infine, la sospensione temporanea dei cambiamenti fisici legati alla pubertà può avere effetti psicologicamente benefici, come la riduzione dell’ansia e del disagio legato ai cambiamenti corporei non desiderati. 

Ci sono studi a supporto di questa affermazione?

Esiste una corposa letteratura scientifica che evidenzia i possibili effetti positivi dal punto di vista psicologico legati alla somministrazione dei bloccanti della pubertà nei percorsi di affermazione di genere.

Citiamo qui uno studio realizzato nei Paesi Bassi, che evidenzia come anche l’utilizzo dei farmaci bloccanti della pubertà, tra le diverse opzioni terapeutiche mediche disponibili per i percorsi di affermazione di genere, rappresenti un contributo fondamentale per una riduzione di sintomi depressivi, sintomi esternalizzanti e sintomi internalizzanti, così come per un miglioramento del benessere nel corso della vita (de Vries et al., 2014). 

In un altro studio Turban e collegh* (2020), invece, hanno esplorato l’associazione tra l’accesso alla soppressione puberale durante l’adolescenza ed esiti psicologici in età adulta, in particolare in relazione all’ideazione suicidaria. 

I risultati hanno mostrato che le persone adulte transgender che hanno avuto accesso alla soppressione puberale durante l’adolescenza hanno minori probabilità di aver sperimentato ideazione suicidaria nel corso della vita rispetto a coloro che desiderano il trattamento ma non lo hanno ricevuto. 

Le conclusioni che lə autorə suggeriscono indicano che l’accesso a trattamenti di soppressione puberale possa essere associato a un miglioramento del benessere psicologico, riducendo significativamente il rischio di suicidio delle persone transgender.

Puoi approfondire altri aspetti di questo tema in questi due articoli:

Bibliografia

  • De Vries, McGuire, Steensma, Wagenaar , Doreleijers, MD, Cohen-Kettenis. “Young Adult Psychological Outcome After Puberty Suppression and Gender Reassignment”, Pediatrics (2014)
  • Turban, King, Carswell, Keuroghlian. “Pubertal Suppression for Transgender Youth and Risk of Suicidal Ideation”, Pediatrics (2020)
  • Comunicato AIFA 2019
  • Comunicato congiunto società scientifiche

2 pensieri riguardo “Triptorelina e bloccanti della pubertà: cosa sono e quali vantaggi portano nei percorsi di affermazione di genere 1/3”

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